Venti operatori provenienti dallo Sri Lanka sono arrivati in Veneto grazie al progetto Zefiro e hanno avviato un percorso di inserimento lavorativo e formazione integrativa che li accompagnerà verso il conseguimento della qualifica di operatore sociosanitario (OSS). È un frutto di Progetto Zefiro, niziativa che punta a dare una risposta strutturata alla carenza di professionisti nei servizi sociosanitari e socioassistenziali, attraverso la costruzione di un canale internazionale idoneo, per individuare persone già formate, completarne le competenze e inserirle nelle strutture del territorio.
L’iniziativa, promossa da Uneba Veneto è stata sviluppata dalla cooperativa sociale Insieme Si Può che ha avuto al suo fianco come partner la Pia Opera Ciccarelli, entrambi enti associati Uneba Veneto.
L’obiettivo non è rispondere soltanto alle esigenze immediate, ma costruire una rete stabile che consenta di reperire nuove professionalità, accompagnarle nella formazione e favorirne un inserimento lavorativo qualificato e duraturo. Partner dell’iniziativa è anche Confcooperative Veneto.
Il progetto ha visto la selezione di venti candidati che hanno già intrapreso percorsi formativi nel settore assistenziali. Per gli operatori e operatrici arrivati dallo Sri Lanka, tutti di età compresa tra i 20 e i 40 anni sono stati approfonditi i titoli di studio e le competenze acquisite, individuando per ciascuno il divario formativo da colmare per conseguire la qualifica italiana di OSS.
Il progetto prevede l’organizzazione un percorso di formazione civico linguistica nei paesi d’origine, l’ingresso in Italia, l’assunzione da subito dei candidati come operatori per l’assistenza di base è previsto poi il completamento della formazione per il conseguimento della qualifica professionale. Una volta conseguito l’attestato OSS, sarà possibile procedere all’assunzione con la relativa qualifica.
Zefiro considera l’inserimento lavorativo parte di un progetto più ampio. Ai venti operatori sono garantiti gratuitamente vitto e alloggio, oltre a un accompagnamento pensato per agevolare l’integrazione sociale e professionale. L’apprendimento della lingua italiana è un elemento centrale per favorire la comunicazione con gli assistiti, la collaborazione con i colleghi e la costruzione di relazioni con le famiglie.
È stato inoltre sottoscritto con i venti futuri Oss un patto di fidelizzazione della durata di tre anni, che prevede l’impegno a proseguire il percorso all’interno delle strutture che li andranno ad assumere. Una scelta orientata a promuovere continuità lavorativa, crescita professionale e appartenenza, consolidando il rapporto tra i professionisti e la realtà che li accoglie.
Per i venti operatori arrivati dallo Sri Lanka, il prossimo passaggio sarà la trasmissione al Ministero della Salute dei profili formativi e delle competenze acquisite, per individuare le integrazioni necessarie al conseguimento della qualifica italiana di OSS. Nel frattempo, i candidati sono già inseriti in alcune attività lavorative e proseguono la formazione. Il completamento del percorso richiederà circa un altro anno, in base alle indicazioni ministeriali, con l’obiettivo di consolidare un modello replicabile di reclutamento e inserimento qualificato nei servizi del territorio.
Francesco Facci, presidente di UNEBA Veneto: «In un contesto di forte bisogno di risorse umane nell’ambito sociosanitario, Zefiro dimostra che da soli non si va lontano: i risultati nascono dalla capacità di fare rete per costruire risposte condivise. In una fase di crisi come quella che stiamo attraversando, la collaborazione tra enti e organizzazioni è una leva fondamentale per affrontare le difficoltà con una maggiore capacità di intervento. Per UNEBA, che rappresenta circa millecento enti a livello nazionale e conta in Veneto una presenza particolarmente significativa, Zefiro è un’esperienza assolutamente pionieristica nel panorama sociosanitario non profit italiano. È stato creato un percorso professionale, formativo e di integrazione unico nel suo genere, che potrà essere replicato e diffuso anche in altri territori e noi ci siamo per contribuire a promuoverlo».
Paola Roma, assessore ai Servizi sociali della Regione Veneto dichiara: «Gli operatori sociosanitari rappresentano un capitale umano e sociale fondamentale per il Veneto. Con il loro lavoro quotidiano contribuiscono alla qualità della vita delle persone più fragili, sostengono le famiglie e garantiscono il funzionamento di una rete di servizi essenziale per le nostre comunità. Il progetto Zefiro si inserisce in questa prospettiva, attraverso un percorso strutturato che accompagna venti operatori provenienti dallo Sri Lanka verso il conseguimento della qualifica di operatore sociosanitario. Lavorare nella cura significa possedere competenze tecniche, ma anche saper comunicare, ascoltare e costruire relazioni di fiducia con gli assistiti, i colleghi e le famiglie. È una professione che richiede preparazione, responsabilità e sensibilità umana. In questa stessa direzione si sviluppa il lavoro del Tavolo dell’Abitare, con l’obiettivo di promuovere risposte integrate capaci di mettere in relazione inserimento lavorativo, accesso a soluzioni abitative adeguate e percorsi di autonomia. L’inclusione, infatti, si costruisce attraverso interventi coordinati, che considerino la persona nella sua interezza e favoriscano stabilità e partecipazione alla vita della comunità».
Prosegue Roma: «Parallelamente, si intende rafforzare il confronto sui profili e sulle figure professionali necessarie al sistema dei servizi, coinvolgendo i rappresentanti degli enti gestori e lavorando insieme nell’ambito dei tavoli nazionali. L’obiettivo è contribuire a individuare soluzioni condivise rispetto ai fabbisogni del settore, valorizzare le professionalità esistenti e promuovere percorsi di formazione e qualificazione coerenti con le esigenze dei servizi e delle persone assistite. Investire sugli operatori sociosanitari significa, in definitiva, investire sul futuro del nostro welfare. La sfida è costruire un sistema capace di riconoscere il valore di chi si prende cura degli altri e di rispondere ai bisogni di una popolazione che richiede servizi sempre più qualificati e attenti alla persona. Integrare formazione, lavoro e abitare, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, enti gestori e territori, significa promuovere un modello di welfare più inclusivo, sostenibile e capace di valorizzare le persone e le competenze di cui le nostre comunità hanno bisogno».
Raffaella Da Ros, presidente di Insieme Si Può: «Zefiro rappresenta una risposta concreta alla crescente difficoltà di reperire personale nei servizi alla persona. Come Insieme Si Può ci siamo messi a disposizione del territorio, mettendo a valore le competenze che abbiamo maturato negli anni come ente accreditato per la formazione e i servizi al lavoro, per contribuire alla costruzione di un canale strutturato e affidabile di reclutamento internazionale, che affianchi le modalità tradizionali di ricerca del personale».
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